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L’ascesa In Paradiso

Durante la mia infanzia tanti cartoni animati mi sono piaciuti ma uno solo mi è rimasto nel cuore… Ken il Guerriero; c’era tutto in quel cartone: l’amore per la donna amata, gli ideali di giustizia, lealtà, generosità, altruismo, amicizia, l’amore fraterno… e molto altro ancora. Certo, c’erano anche fenomeni negativi quali la violenza, l’ingiustizia, l’invidia… ma nessuno di questi vinceva sugli ideali di amore e di libertà. Toki, l’uomo dal cuore calmo come l’acqua immota ma dalla fiammante fierezza che brucia nel profondo; l’uomo che rinunciò allla successione per curare i malati e difendere gli oppressi facendo uso delle tecniche apprese alla Sacra Scuola di Hokuto, che sacrificò tutte le sue ambizioni rimanendo esposto alle radiazioni per due settimane pur di salvare la vita a Ken, Giulia e migliaia di uomini, donne e bambini rifugiati in un bunker (la cui porta poteva soltanto essere chiusa dall’esterno…). Un uomo straordinario per la sua bontà e per l’infinita forza d’animo. Vorrei fare un articolo più completo ma il tempo è poco e poi Luca Pastore ha già espresso con grande eloquenza in un suo articolo la storia di Ken. Qui sotto riporto la prima parte di quest’ottimo articolo:

Chi non conosce il grande maestro della fantomatica scuola di Hokuto? L’ eroe dagli occhi tristi e dalla forza immensa è ormai divenuto un “Cult” nel vasto panorama nipponico. Questo personaggio nasce alla fine degli anni ’70 dalla matita manierista di Tetsuo Hara e dalla mente visionaria di Buron Son, ispirato dai catastrofici film di Mad Max.

Ken il guerriero è il più classico degli stereotipi utilizzati come protagonisti nei fumetti e nella letteratura Heroic-Fantasy. I due autori, aggiungendo al Kung-Fu, lo scenario di un mondo primitivo e selvaggio distrutto dalla guerra nucleare, hanno ottenuto un ottima miscela tra avventura e leggenda.

Analizzando il disegno del manga originale, si intuisce fin dai primi numeri della saga il gusto per il dettaglio e della scena ad effetto che Hara porta con se e che svilupperà di tavola in tavola. Risulta subito evidente la mole di lavoro che Hara ha realizzato, soprattutto nella fase di inchiostrazione. Cosa di non poco conto sono state le ambientazioni, che pur non esisitendo una vasta documentazione a cui far riferimento, risultano credibili e molto ben descritte. Basti pensare alle città semi distrutte e ai grattacieli traballanti molto efficaci per impatto visivo.

E qui alcuni frammenti significativi (notare la stupenda colonna sonora ) ):





P.S.: Il titolo del post è il nome dato alla tecnica (che si può vedere nel 2° video partendo dall’alto) con il quale Toki e Ken si affrontano in un breve scontro…il perchè si capisce guardando il video )

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2 Responses to “L’ascesa In Paradiso”

  1. on 16 Dic 2006 at 18:39 samjazz

    Ciao,passavo di qui e leggendo e guardando il tuo post sono stato travolto da una valanga di ricordo e sensazioni nemmeno avessi mangiato una madeleine (cit.alla ricerca del tempo perduto,Proust).
    Eh si Ken aveva tutte le caratteristiche che da piccolo vorresti avere… )
    Ora vado a crogiolarmi nei ricordi della mia infanzia.

    SamJazz

  2. on 16 Dic 2006 at 21:34 ugo

    Grazie samjazz per la tua testimonianza. Queste tue parole mi spingono a fare un altro post per ricordare un altro momento indimenticabile legato all’ultima puntata della seconda serie: Caio è a terra, sconfitto da Ken e Io si avvicina a lui non per dargli il colpo di grazia ma per chiedere il suo perdono. Si tratta, a mio avviso, di un istante di grande umanità che colpisce per la sua straordinaria drammaticità e per una colonna sonora indimenticabile che ne eleva la già straordinaria carica emotiva.

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