Começar De Novo (aka The Island)
Dicembre 17th, 2006 by ugo
Chi non conosce la straordinaria voce di Sarah Vaughan, una delle più grandi cantanti jazz di tutti i tempi! Chiamata a ragione “la Divina”, Sarah Vaughan possedeva una delle più belle, profonde e modulate voci della storia del jazz; una grande donna, che con il suo talento illimitato ha contribuito a rendere immortale il jazz cantato; riporto qui sotto le note di copertina del critico musicale Franco Fayenz che ne ha descritto il mito con grande professionalità e umanità:
E’ sconfinata la discografia di Sarah Vaughan. Ci sono i brani immaturi ma entusiasti degli esordi, che testimoniano le radici indelebili che la divina vocalist ha nel bebop di Charlie Parker e di Dizzy Gillespie; ci sono le canzoni facili, nelle quali una cantante di jazz che consegua la notorietà si lascia regolarmente invischiare; infine ci sono i temi stupendamente ricreati “da una voce che non conosce ostacoli”: quelli interpretati a cavallo tra gli anni Settanta e gli Ottanta, catturati dai microfoni sapienti di Norman Granz.
Mentre si avviava ai sessant’anni, Sarah richiamava più che mai le folle, pur essendo ammirata ma non amata. Non c’era più un rapporto “visibile” fra la donna bella, elegante, un pò timida della giovinezza e la diva appesantita e arrogante della maturità. Erano due persone diverse, e proprio i sostenitori più affezionati le rimproveravano di non aver cura del viso e del corpo, oltre che delle pubbliche relazioni. Ma nello stesso tempo, come qui è ben documentato, era giunta a un grado incredibile di perfezione quella sua voce magica, di estenzione impressionante, e quella tecnica quasi irridente, acquisita con gli studi giovanili al conservatorio, ma soprattutto col mestiere.
Sarah non sbagliava mai: si poneva di proposito, nel corso di qualche esecuzione particolarmente impegnativa, dei problemi musicali quasi insolubili, non tanto per stupire la platea quanto per il gusto di superarli. Chi ha assistito ai suoi concerti non scorderà mai, ad esempio, un Summertime cantato senza accompagnamento con impeccabile senso del tempo e delle pause, o il gioco quasi impercettibile del microfono davanti alle labbra per rendere più sottili le sfumature.
Si ascolti ad esempio con intelletto d’amore la versione del 1981 di “Send in the Clowns”, sublime tema dolce e semplicissimo, fatto di quattro note, nel quale c’è un inciso dove Sarah vuole affrontare uno di questi problemi impossibili per gli altri. Ma lei solleva la voce fino al sibilo, poi la lascia scivolare e infine quasi rimbalzare su una superficie soffice dove meravigliosamente si spegne.
Ed ora potrete ascoltare la sua straordinaria voce in una delle bosse più belle e struggenti che siano mai state composte da Ivan Lins, Começar de Novo (perchè può capitare nel corso della propria vita che sia necessario buttare via tutto e ricominciare da zero, ripartire da capo, per rinascere dalle proprie ceneri come la fenice) (The Island in versione inglese):
E qui sotto il testo, una stupenda lettera d’amore:
Make believe we’ve landed
On a desert island.
Bathe me in the waters,
Warm me in the moonlight,
Taste me with your kisses,
Find my secret places,
Touch me ’till I tremble,
Free my wings for flying
And catch me while I’m falling.
Keep your arms around me
Like there’s no tomorrow.
Let me know you love me.On our little island
Not a soul can see us.
Show me how to love you.
Teach me how to please you.
Lay your dreams beside me.
Only stars will listen
To our cries and whispers.
You were made to love me
And I was made to love you.
Keep your arms around me
Lose yourself inside me.
Make it last forever.I can see the island
Shining in the distance.
Now we’re getting closer.
Keep your arms around me.
Oh now we’re almost there.
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