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Un Homme Et Une Femme

Poster del film Un Uomo, una DonnaUscito nel 1966, questo film fu una vera e propria scommessa per il giovane regista Claude Lelouch: girato con pochi soldi, un po’ a colori e un po’ in bianco e nero per risparmiare, con una troupe ridotta e tanta “macchina a mano”, il film arrivò nelle sale cinematografiche grazie alla notorietà dei due protagonisti, convinti non si sà come dal regista a interpretare un film intimo e particolare, una commedia sentimentale borghese raccontata con lo stile della nouvelle vague.Copertina del dvd Un Uomo, una Donna Il film ottenne in breve tempo uno straordinario successo di pubblico, merito anche della splendida colonna sonora di Francis Lai, considerata ancora oggi uno dei temi musicali romantici per eccellenza. Premiato a Cannes e poi vincitore di due premi Oscar (miglior film straniero e migliore sceneggiatura), “Un uomo, una donna” presenta, a cominciare dal titolo, i caratteri della semplicità. Niente di straordinario, dunque, solo la storia di due esseri umani. Perché è l’umanità, con le sue debolezze e le sue qualità quella che interessa Lelouch, che riuscì a realizzare quello che viene ancora oggi considerato “il miglior fotoromanzo del cinema francese”.

Immagine dell'attrice Anouk AiméeUn uomo, il pilota Jean-Louis (Jean-Louis Trintignant), e una donna, Anne (Anouk Aimée), segretaria di produzione, si incontrano per caso nel collegio della piovosa cittadina di Deauville dove vanno periodicamente a trovare Antoine e Françoise, i loro rispettivi figli. Lui le offre un passaggio per Parigi e così percorrono insieme duecento chilometri. La pioggia batte insistentemente sul tetto della Ford Mustang ma non sembra affatto disturbare i loro discorsi e le loro confidenze: i due sono incuriositi e affascinati l’uno dall’altra e lentamente iniziano a conoscersi. Ed è proprio da quel tragitto in macchina che nasce qualcosa: quel continuo desiderio di rivedersi, di stare insieme. Nel passato di entrambi tuttavia c’è qualcosa che impedisce la realizzazione di questo nuovo amore: sono entrambi vedovi; questo sembra costituire un problema in particolar modo per Anne, ma alla fine del Rally (al quale Trintignant ha realmente partecipato insieme al regista Lelouch e al pilota Chemin) lei riesce a dichiarargli il suo amore tramite telegramma.
Copertina di un disco di Ferrante sulla colonna sonora di Francis LaiJean-Louis, malgrado i cinquemila chilometri appena percorsi, monta sulla Mustang bianca, ancora infangata dal rally, e sfreccia per altri mille chilometri verso Parigi, attraversando la Francia a 200 chilometri all’ora; quando arriva a casa di Anne, appena dopo l’alba, scopre che la donna è a Deauville dai bambini, e così, per raggiungerla, percorre altri duecento chilometri. I due finalmente si riabbracciano sulla spiaggia e si rinchiudono in una stanza d’albergo: fanno l’amore, ma il ricordo del marito è ancora forte in Anne, la quale, confusa e imbarazzata, decide di tornare a casa in treno. Jean-Louis non si dà per vinto e mastica di nuovo quei duecento chilometri a tavoletta: quando Anne scende dal treno lui sarà già lì, di fronte a lei.

Copertina di un disco di Ferrante sulla colonna sonora di Francis LaiE’ questa la vera forza del film di Lelouch, che riesce a tenere i corpi dei protagonisti vicini, ma distanti per oltre un’ora, giocando sugli sguardi, sui momenti di tenera intimità “verbale” e di sfioramenti. Certo, forse un “campionario di banalità”, ma di quelle vere, sincere, che ognuno di noi prova quotidianamente nella propria vita. Ed è questa sincerità dello sguardo del regista e la sua capacità di raccontare i personaggi più ancora della storia, che colpì gli spettatori (ma non i critici). “Un uomo, una donna” nacque da un momento di crisi del regista che, come racconta in un’intervista, venne ispirato dalla visione all’alba di una donna con un bambino che camminava sulla spiaggia. Da quell’immagine, parzialmente ripresa nel film, nacque questa storia semplice e moderna di un rapporto che nasce e muore nel giro di pochi giorni, per poi rinascere (ma sarà proprio così?) in un finale sognante e commovente.

Così ne parla “Il Morandini”:

Immagine del regista Claude LelouchDue vedovi si incontrano durante una visita al collegio dei rispettivi figli, si rivedono, si separano, si ritrovano ancora, rimanendo fondamentalmente sé stessi. E il 6 film di Lelouch il più bel fotoromanzo della storia del cinema (francese)? “Anche l’amore è inquadrato in un’ottica piccolo borghese che, inserendo il sentimentalismo del vivere quotidiano negli stilemi romantici, rasenta il Kitsch ma crea una serie di trappole sentimentali nelle quali è difficile non cadere.” Un critico francese lo definì un’autentica impresa di seduzione, un tranquillante su pellicola. Tutto è ripulito, levigato, dolce come la pelle di un bebé, fresco come l’alito Colgate. Anche la morte è ingentilita, disumanizzata. Dove non arriva la sua poetica di carosello pubblicitario, a colpi di zoom e di carrelli frenetici, subentra la musica carezzevole di Francis Lai con il suo motivo conduttore. Oscar per il miglior film straniero e Palma d’oro a Cannes.

Le immagini sono state trovate tramite Google Images.

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