Chi Ha Ammazzato Giacomo Puccini?
Agosto 31st, 2008 by ugo
Il 6 e 7 Settembre 2008 alle 17.30 presso la Cava Barghetti, Seravezza (LU), verrà presentato uno spettacolo insolito e ironico dal titolo “Chi ha ammazzato Giacomo Puccini?” ideato e coordinato da Maurizio Guidi, Piero Nannini e Andrea Tessieri e interpretato da Massimo Grigò con Piero Nannini, autore del testo. Musica di Nicolao Valiensi. Lo spettacolo è organizzato e prodotto da Evocava, un’associazione formatasi nel 1996 con lo scopo di recuperare cave di marmo dismesse per attività culturali.
L’amico Andrea Tessieri mi ha segnalato questa interessante iniziativa, che riporto con piacere.
Lo spettacolo, raccontano Maurizio Guidi e Andrea Tessieri, è ispirato alle memorie del “pretino musicofilo” di Puccini, don Pietro Panichelli. Siamo nel 1918, l’anno in cui Pea pubblica il suo “Giuda” (che verrà rappresentato, l’anno successivo, dalla compagnia di Annibale Ninchi nel Bosco Apuano), e “La rosa di Siom”; verso la fine del mese di ottobre viene diretto un “Maggio” nella pineta del Cinquale: sono presenti Giacomo Puccini e il figlio, Tito Ricordi, Gioacchino Forzano, il pittore Viner e Angelo Magrini. Mentre si svolge la rappresentazione arriva la notizia che le truppe italiane hanno nuovamente varcato il Piave.
Da qui inizia la nostra storia che l’immaginazione di Piero Nannini, scrittore e regista, trasforma in racconto “giallo”, unita alla coinvolgente interpretazione di Massimo Grigò (cui è affidato il compito di raccontare la storia, nelle vesti di don Panichelli) ed alla personalità musicale di Nicolao Valiensi che ha scritto la musica.
La storia è apparentemente molto semplice; si racconta che nel bel mezzo della rappresentazione del Maggio, Puccini si accascia a terra, apparentemente trafitto da una spada ma non è così…
I Direttori Artistici di Evocava Maurizio Guidi e Andrea Tessieri ritengono che le Alpi Apuane, ricche di una moltitudine di cave di marmo attive ed inattive, ci pongano una serie di interrogativi di carattere sociale, ambientale e culturale. Essendo la cava il risultato di una attività perseguita da tempi lontani, dobbiamo considerare il suo stato attuale come testimonianza e memoria di una civiltà che tuttora insiste, con i suoi input culturali, sul territorio, ovvero come testimonianza di convivenza fra l’elemento naturale ed il lavoro dell’uomo. Le cave Borella prima e Barghetti ora, vengono utilizzate come laboratori di produzione artistica; gran parte di quello che viene prodotto nella cava ha origine dalla cava stessa, dalla struttura spaziale, dalla forma, dalla storia e da tutto quanto può suscitare a livello di immaginario collettivo. Questo fa sì che il suo spazio sia sempre al centro degli eventi. Inoltre, l’unicità del luogo, l’utilizzo proposto e la singolarità dei programmi hanno consentito e consentono l’adesione di artisti ed operatori culturali di varia provenienza.
L’argomento affrontato in questa stagione, coerentemente con le tematiche sviluppate negli 11 anni di attività del Laboratorio di Arte Contemporanea Evocava, sarà una nuova interpretazione della Cava che diventa teatro del panorama culturale Apuo-Versiliese di inizio ‘900. Si tratta di uno spettacolo originale costruito, come consuetudine, appositamente per la Cava e con il coinvolgimento di varie arti quali teatro, musica, ed arti figurative.
Partecipate numerosi


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Ciao Ugo, è bello ritrovare qualcosa di nuovo in queste pagine….ora, però, torna tra noi con più frequenza….ok?
Un caro saluto, Roberto